Un altro parla nell’orecchio all’altro, e quello che l’ascolta si torce inverso lui, e gli porge li orecchi, tenendo un coltello nell’una mano e nell’altra il pane, mezzo diviso da tal coltello. L’altro, nel voltarsi, tenendo un coltello in mano, versa con tal mano una zaina sopra della tavola.
L’altro posa le mani sopra della tavola e guarda, l’altro soffia nel boccone, l’altro si china per vedere il proponitore, e fassi ombra colla mano alli occhi, l’altro si tira indirieto a quel che si china, e vede il proponitore infra ’l muro e ’l chinato.
XI. — COME SI DEVE FARE UNA FIGURA IRATA.
Alla figura irata farai tenere uno per li capegli, e ’l capo storto a terra, e con uno de’ ginocchi sul costato, e col braccio destro levare il pugno in alto: questo abbia li capegli elevati, le ciglie basse e strette, i denti stretti, e i due stremi d’accanto della bocca arcati; il collo grosso e dinanzi, per lo chinarsi al nimico, sia pieno di grinze.
XII. — COME SI FIGURA UNO DISPERATO.
Al disperato farai darsi d’un coltello, e colle mani aversi stracciato i vestimenti, e sia una d’esse mani in opera a stracciarsi la ferita; e farailo co’ piè distanti e le gambe alquanto piegate e la persona similmente inverso terra, con capegli stracciati e sparsi.
UN GIGANTE FANTASTICO.[150]
LETTERA I.
La nera faccia, sul primo oggetto [incontro] è molto orribile e spaventosa a riguardare, e massime l’ingrottati e rossi occhi, posti sotto le paurose e scure ciglia, da fare rannuvolare il tempo e tremare la terra.
E, credimi, che non è sì fiero omo che, dove voltava li infocati occhi, che volontieri non mettesse ali per fuggire, chè Lucifero infernale paría volto angelico a comparazione di quello. Il naso arricciato, con l’ampie nari, de’ quali uscivan molte e grandi setole, sotto le quali era l’arricciata bocca, colle grosse labbra, da le stremità de’ quali era pelo a uso delle gatte e denti gialli. Avanza sopra i corpi de li omini a cavallo dal dosso de’ piedi in sù.