Vedrassi le piante rimanere sanza foglie, e i fiumi fermare i loro corsi.

L’acqua del mare si leverà sopra l’alte cime de’ monti, verso il cielo, e ricaderà sopra alle abitazioni delli omini — cioè per nuvoli.

Vederà i maggiori alberi delle selve essere portati dal furor de’ venti dall’Oriente all’Occidente — cioè per mare.

Li omini getteranno via le proprie vettovaglie — cioè seminando.

II. — DE’ FANCIULLI CHE STANNO LEGATI NELLE FASCIE.

O città marine! io veggo in voi i vostri cittadini, così femmine come maschi, essere istrettamente da forti legami, colle braccia e gambe, esser legati da gente, che non intenderanno i nostri linguaggi; e sol vi potrete isfogare li vostri dolori e perduta libertà mediante i lagrimosi pianti e li sospiri e lamentazione in fra voi medesimi, chè chi vi lega non v’intenderà, nè voi loro intenderete.

III. — DE’ PUTTI CHE TETTANO.

Molti Franceschi, Domenichi e Benedetti fingeranno quel che da altri altre volte vicinamente è stato mangiato, che staranno molti mesi avanti che possano parlare.

IV. — IL DORMIRE SOPRA LE PIUME DELL’UCCELLI.

Molta turba fia quella che, dimenticato loro essere e nome, staran come morto sopra lo spoglie delli altri morti.