Vedransi quelli, che son giudicati di più sperienza e giudizio, quanto egli hanno men bisogno delle cose, con più avidità cercarle e ricercarle.

III. — DEL DESIDERIO DI RICCHEZZA.

Li omini perseguiranno quella cosa, della qual più temono, cioè saran miseri, per non venire in miseria.

IV. — DELLE COSE CHE SI MANGIANO, CHE PRIMA S’UCCIDONO.

Sarà morto da loro il loro nutritore, e flagellato con spietata morte.

V. — DELLA BOCCA DELL’OMO CH’È SEPOLTURA.

Usciranno gran romori dalle sepolture di quelli, che son finiti da cattiva e violenta morte.

VI. — DEL CIBO STATO ANIMATO.

Gran parte de’ corpi animati passerà pe’ corpi de gli altri animali, cioè le case disabitate passeran in pezzi per le case abitate, dando a quelle un utile, e portando con seco i sua danni: quest’è, cioè, la vita dell’omo si fa delle cose mangiate, le quali portan con se la parte dell’omo, ch’è morta.

VII. — DELLA VITA DELLI OMINI CHE OGNI ANNO SI MUTANO CARNE.