Il falcone, per la sua alterigia e superbia, vole signoreggiare e sopraffare tutti li altri uccelli, che son di rapina, e sen’ desidera essere solo; e spesse volte s’è veduto il falcone assaltare l’aquila, regina delli uccelli.

XXX. — ASTINENZA.[60]

Il salvatico asino, quando va alla fonte per bere e truova l’acqua intorbidata, non arà mai sì gran sete, che non s’astenga di bere, e aspetti ch’essa acqua si rischiari.

XXXI. — GOLA.[61]

Il voltore [l’avoltoio] è tanto sottoposto alla gola, che andrebbe mille miglia per mangiare d’una carogna; e per questo seguita (li eserciti).

XXXII. — CASTITÀ.[62]

La tortora non fa mai fallo al suo compagno, e, se l’uno more, l’altro osserva perpetua castità, e non si posa mai su ramo verde, e non bee mai acqua chiara.

XXXIII. — LUSSURIA.[63]

Il palpistrello [pipistrello, come al n. LXIII], per la sua isfrenata lussuria, non osserva alcuno universale modo [regolare modo, costante] di lussuria, anzi maschio con maschio, femmina con femmina, sì come a caso si trovano, insieme usano il lor coito.

XXXIV. — MODERANZA.[64]