XLIV. — CICALA.[74]
Questa col suo canto fa tacere il cucco [cuculo]; more nell’olio e rinasce nell’aceto; canta per li ardenti caldi.
XLV. — BASALISCO.[75]
Crudeltà. Questo è fuggito da tutti i serpenti, la donnola, per lo mezzo della ruta, combatte con esso, e sì l’uccide.
XLVI. — L’ASPIDO, STA PER LA VIRTÙ.
Questo porta ne’ denti la subita morte, e, per non sentire l’incanti, colla coda si stóppa li orecchi.
XLVII. — DRAGO.[76]
Questo lega le gambe al liofante, e quel li cade adosso, e l’uno e l’altro more. E, morendo, fa sua vendetta.
XLVIII. — VIPERA.[77]
Quest’ha nel suo [ha di proprio, di particolare], ch’apre bocca, e nel fine strigne’ denti, e ammazza il marito; poi i figlioli, in corpo cresciuti, straccian il ventre, e occidano la madre.