XLIX. — SCORPIONE.[78]
La sciliva sputa a digiuno sopra dello scorpione, l’occide; a similitudine dell’astinenza della gola, che tolle via e occide le malattie, che da essa gola dipendano, e apre la strada alle virtù.
L. — COCODRILLO, IPOCRESIA.[79]
Questo animale piglia l’omo, e subito l’uccide. Poi che l’ha morto, con lamentevole voce e molte lacrime, lo piange, e, finito il lamento, crudelmente lo divora. Così fa l’ipocrito, che, per ogni più lieve cosa, s’empie il viso di lagrime, mostrando un cor di tigre, e rallegrasi in cor dell’altrui male, con pietoso volto.
LI. — BOTTA [rospo].[80]
La botta fugge la luce del sole, e, se pure per forza è tenuta, sgonfia tanto che s’asconde la testa in basso, e privasi d’essi razzi. Così fa chi è nimico della chiara e lucente virtù, che non po’, se non con insgonfiato animo, forzatamente starle davanti.
LII. — BRUCO, DELLA VIRTÙ IN GENERALE.[81]
Il bruco [Sott.: simboleggia la virtù], che, mediante l’esercitato studio di tessere con mirabile artifizio e sottile lavoro intorno a sè la nova abitazione, esce poi fori di quella colle dipinte e belle ali, con quelle lanciandosi in verso il cielo.
LIII. — RAGNO.[82]
Il ragno partorisce fori di sè l’artificiosa e maestrevole tela, la quale gli rende, per benefizio, la presa preda.