XLV. — LA ESPERIENZA.
La sapienza è figliola della sperienza.
XLVI. — LA SPERIENZA NON FALLA, MA SOL FALLANO I NOSTRI GIUDIZI, PROMETTENDOSI DI LEI COSE, CHE NON SONO IN SUA POTESTÀ.
A torto si lamentan li omini della isperienza, la quale, con somme rampogne, quella accusano esser fallace. Ma lascino stare essa esperienza, e voltate tale lamentazione contro alla vostra ignoranza, la quale vi fa transcorrere, co’ vostri vani e instolti desiderî, a impromettervi di quella cose, che non sono in sua potenza, dicendo quella esser fallace. A torto si lamentano li omini della innocente esperienza, quella spesso accusando di fallacie e di bugiarde dimostrazioni.
XLVII. — NECESSITÀ DELLA SUCCESSIONE DELL’EFFETTO ALLA CAUSA.
La sperienza non falla mai, ma sol fallano i vostri giudizi, promettendosi di quella effetto tale, che ne’ nostri esperimenti causati non sono. Perchè, dato un principio, è necessario che ciò, che seguita di quello, è vera conseguenza di tal principio, se già non fussi impedito; e se pur séguita alcuno impedimento, l’effetto, che doveva seguire del predetto principio, partecipa tanto più o meno del detto impedimento, quanto esso impedimento è più o meno potente del già detto principio.
XLVIII. — LA CERTEZZA DELLE MATEMATICHE.
Chi biasima la somma certezza della matematica si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contraddizioni delle sofistiche scienze, colle quali s’impara uno eterno gridore.
XLIX. — GENERALE APPLICABILITÀ DELLA MATEMATICA.
La proporzione non solamente nelli numeri e misure fia ritrovata, ma etiam nelli suoni, pesi, tempi e siti, e ’n qualunque potenza si sia.