Nessuna cosa insensata [materiale, senza vita e senza sensitività] per sè si move, ma il suo moto è fatto da altri.

XXXVIII. — LEGGE DELLA TRASMISSIONE DEL MOTO E DELLA SUA EQUIVALENZA.

L’impeto è una virtù creata dal moto e trasmutata dal motore al suo mobile, il quale mobile ha tanto di moto, quanto l’impeto ha di vita.

XXXIX. — PRINCIPIO D’INERZIA.

Ogni moto naturale e continuo desidera conservare suo corso per la linia del suo principio, cioè, in qualunque loco esso si varia, domando [chiamo, denomino] principio.

XL. — ORIGINE DELLA FORZA.

La forza da carestia o dovizia [cioè: disequilibrio di potenze] è generata, questa è figliola del moto materiale e nepote del moto spirituale, e madre e origine del peso. E esso peso è finito nell’elemento dell’acqua e terra, e essa forza è infinita, perchè con essa infiniti mondi si moverebbero, se strumenti far si potessero, dove essa forza generare si potesse.

La forza col moto materiale e ’l peso colla percussione son le quattro accidentali potenze, colle quali tutte l’opere de’ mortali hanno loro essere e lor morte.

La forza dal moto spirituale ha origine, il quale moto, scorrendo per le membra degli animali sensibili, ingrossa i muscoli di quelli, onde, ingrossati, essi muscoli si vengono a raccortare o trarsi dirieto i nervi [nervi = tendini], che con essi son congiunti; e di qui si causa la forza per le membra umane.

La qualità e quantità delle forze d’uno uomo potrà partorire altra forza, la quale sarà proporzionevolmente tanto maggiore, quanto essa sarà di più lungo moto l’una che l’altra.