La scienza strumentale, over macchinale, è nobilissima e sopra tutte l’altre utilissima, conciò sia che mediante quella tutti li corpi animati, che hanno moto fanno tutte loro operazioni; i quali moti nascono dal centro della lor gravità, che è posto in mezzo a parti di pesi diseguali, e ha questo carestia e dovizia di muscoli [disequilibrio di forza nervosa] ed etiam lieva e contra lieva.

XC. — POSSIBILITÀ CHE HA L’UOMO D’IMITARE STRUMENTALMENTE L’UCCELLO VOLANTE.

L’uccello è strumento oprante per legge matematica, il quale strumento è in potestà dell’omo poterlo fare con tutti li sua moti, ma non con tanta potenza; ma solo s’astende nella potenza del bilicarsi. Adunque direm che tale strumento, composto per l’omo, non li manca se non l’anima dello uccello, la quale anima bisogna, che sia contraffatta dall’anima dell’omo.

L’anima alle membra delli uccelli, sanza dubbio, obbidirà meglio a’ bisogni di quelle, che a quelle non farebbe l’anima dell’omo, da esse separato, e massimamente ne’ moti di quasi insensibili bilicazioni; ma poi che alle molte sensibili varietà di moti noi vediamo l’uccello provvedere, noi possiamo, per tale esperienza, giudicare, che le forte sensibili potranno essere note alla cognizione dell’omo, e che esso largamente potrà provvedere alla ruina di quello strumento, del quale lui s’è fatto anima e guida.

XCI. — RICORDO, CHE RITORNA ALL’ANIMA DEL VINCI MENTRE SCRIVE SUL VOLO DEL NIBBIO.

Questo scriver sì distintamente del nibbio par che sia mio destino, perchè ne la prima ricordazione della mia infanzia e’ mi parea che, essendo io in culla, che un nibbio venissi a me, e mi aprissi la bocca colla sua coda, e molte volte mi percotessi con tal coda dentro alle labbra.

XCII. — PERCHÈ LI PICCOLI UCCELLI NON VOLANO IN GRANDE ALTEZZA, NÈ LI GRANDI UCCELLI SI DILETTANO VOLARE IN BASSO.

Nasce per causa che li piccoli uccelli, essendo sanza piume, non reggano alla immensa freddezza della grande altura dell’aria, nella quale [Sott.: vivono] li avvoltoi e le aquile e altri grossi uccelli, ben piumosi e vestiti di molti gradi di penne.

Ancora li uccelli piccoli, con deboli e scempie [sottili] ali, si sostengano in questa aria bassa, che è grossa, e non si sosterrebbono nell’aria sottile, che poco resista.

XCIII. — FACCIAMO NOSTRA VITA COLL’ALTRUI MORTE.