I cinque sensi sono questi: vedere, udire, toccare, gustare, odorare.

Li antichi speculatori hanno concluso, che quella parte del giudizio, che è data all’omo, sia causata da uno strumento, al quale riferiscano li altri cinque, mediante la imprensiva, e a detto strumento hanno posto nome senso comune, e dicano questo senso essere situato in mezzo il capo. E questo nome di senso comune dicano, solamente, perchè è comune judice de li altri cinque sensi, cioè vedere, udire, toccare, gustare e odorare. Il senso comune si move mediante la imprensiva, ch’è posta in mezzo in fra lui e i sensi. La imprensiva si muove mediante la similitudine delle cose a lei date da li strumenti superfiziali, cioè i sensi, i quali sono posti in mezzo, infra le cose esteriori e la imprensiva, e similmente i sensi si movano mediante li obbietti. La similitudine delle circustanti cose mandano, le loro similitudine a’ sensi, e’ sensi le trasferiscono alla imprensiva, la imprensiva la manda al senso comune, e da quello sono stabilite nella memoria, e lì sono più o meno ritenute, secondo la importanza o potenza della cosa data.

Quello senso è più veloce nel suo offizio, il quale è più vicino alla imprensiva; il qual è l’occhio, superiore e principe de li altri, del quale solo tratteremo, e li altri lascieremo, per non ci allungare dalla nostra materia.

CIII. — SUI MOVIMENTI AUTOMATICI.

La natura ha ordinati nell’omo i muscoli uffiziali, tiratori de’ nervi, i quali possino movere le membra, secondo la volontà e desiderio del comun senso, a similitudine delli uffiziali stribuiti da uno signore per varie province e città, i quali in essi lochi rappresentano e obbediscano alla volontà d’esso signore. E quello ufiziale, che più in un solo caso abbi obbedito alle concessione fattoli di bocca dal suo signore, farà poi per sè, nel medesimo caso, cosa, che non si partirà dalla volontà d’esso signore.

Così si vede spesse volte fare alle dita, che imparando, con somma obbedienza, la cosa sopra uno strumento, le quali li sieno comandate dal giudizio, dopo esso imparare, le sonerà sanza ch’esso giudizio v’attenda.

I muscoli, che movano le gambe, non fanno ancora l’offizio loro, sanza che l’omo lo sappi?

CIV. — COME I NERVI OPERANO QUALCHE VOLTA PER LORO, SANZA COMANDAMENTO DELLI ALTRI OFFIZIALI DELL’ANIMA.

Questo chiaramente apparisce, imperocchè tu vedrai movere ai paralitici e a’ freddolosi e assiderati le loro tremanti membra, come testa e mani, sanza licenza dell’anima, la quale anima, con tutte sue forze, non potrà vietare a essi membri che non tremino. Questo medesimo accade nel malcaduco e ne’ membra tagliati, come code di lucierte.

CV. — COME L’UOMO TENDE A RIPRODURRE SÈ STESSO NELLE PROPRIE OPERE.