Qual savesse qual era la pastura
del viso mio ne laspetto beato
quand io mi trasmutai ad altra cura,
conoscerebbe quanto mera a grato
ubidire a la mia celeste scorta,
contrapesando lun con laltro lato.
Dentro al cristallo che l vocabol porta,
cerchiando il mondo, del suo caro duce
sotto cui giacque ogne malizia morta,
di color doro in che raggio traluce
vid io uno scaleo eretto in suso
tanto, che nol seguiva la mia luce.
Vidi anche per li gradi scender giuso
tanti splendor, chio pensai chogne lume
che par nel ciel, quindi fosse diffuso.
E come, per lo natural costume,
le pole insieme, al cominciar del giorno,
si movono a scaldar le fredde piume;
poi altre vanno via sanza ritorno,
altre rivolgon sé onde son mosse,
e altre roteando fan soggiorno;
tal modo parve me che quivi fosse
in quello sfavillar che nsieme venne,
sì come in certo grado si percosse.
E quel che presso più ci si ritenne,
si fé sì chiaro, chio dicea pensando:
Io veggio ben lamor che tu maccenne.
Ma quella ond io aspetto il come e l quando
del dire e del tacer, si sta; ond io,
contra l disio, fo ben chio non dimando.