non è pareggio da picciola barca
quel che fendendo va lardita prora,
né da nocchier cha sé medesmo parca.
«Perché la faccia mia sì tinnamora,
che tu non ti rivolgi al bel giardino
che sotto i raggi di Cristo sinfiora?
Quivi è la rosa in che l verbo divino
carne si fece; quivi son li gigli
al cui odor si prese il buon cammino».
Così Beatrice; e io, che a suoi consigli
tutto era pronto, ancora mi rendei
a la battaglia de debili cigli.
Come a raggio di sol, che puro mei
per fratta nube, già prato di fiori
vider, coverti dombra, li occhi miei;
vid io così più turbe di splendori,
folgorate di sù da raggi ardenti,
sanza veder principio di folgóri.
O benigna vertù che sì li mprenti,
sù tessaltasti, per largirmi loco
a li occhi lì che non teran possenti.
Il nome del bel fior chio sempre invoco
e mane e sera, tutto mi ristrinse
lanimo ad avvisar lo maggior foco;
e come ambo le luci mi dipinse
il quale e il quanto de la viva stella
che là sù vince come qua giù vinse,
per entro il cielo scese una facella,
formata in cerchio a guisa di corona,
e cinsela e girossi intorno ad ella.