Qualunque melodia più dolce suona
qua giù e più a sé lanima tira,
parrebbe nube che squarciata tona,
comparata al sonar di quella lira
onde si coronava il bel zaffiro
del quale il ciel più chiaro sinzaffira.
«Io sono amore angelico, che giro
lalta letizia che spira del ventre
che fu albergo del nostro disiro;
e girerommi, donna del ciel, mentre
che seguirai tuo figlio, e farai dia
più la spera suprema perché lì entre».
Così la circulata melodia
si sigillava, e tutti li altri lumi
facean sonare il nome di Maria.
Lo real manto di tutti i volumi
del mondo, che più ferve e più savviva
ne lalito di Dio e nei costumi,
avea sopra di noi linterna riva
tanto distante, che la sua parvenza,
là dov io era, ancor non appariva:
però non ebber li occhi miei potenza
di seguitar la coronata fiamma
che si levò appresso sua semenza.
E come fantolin che nver la mamma
tende le braccia, poi che l latte prese,
per lanimo che nfin di fuor sinfiamma;
ciascun di quei candori in sù si stese
con la sua cima, sì che lalto affetto
chelli avieno a Maria mi fu palese.