e fa la lingua mia tanto possente,
chuna favilla sol de la tua gloria
possa lasciare a la futura gente;
ché, per tornare alquanto a mia memoria
e per sonare un poco in questi versi,
più si conceperà di tua vittoria.
Io credo, per lacume chio soffersi
del vivo raggio, chi sarei smarrito,
se li occhi miei da lui fossero aversi.
E mi ricorda chio fui più ardito
per questo a sostener, tanto chi giunsi
laspetto mio col valore infinito.
Oh abbondante grazia ond io presunsi
ficcar lo viso per la luce etterna,
tanto che la veduta vi consunsi!
Nel suo profondo vidi che sinterna,
legato con amore in un volume,
ciò che per luniverso si squaderna:
sustanze e accidenti e lor costume
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò chi dico è un semplice lume.
La forma universal di questo nodo
credo chi vidi, perché più di largo,
dicendo questo, mi sento chi godo.
Un punto solo mè maggior letargo
che venticinque secoli a la mpresa
che fé Nettuno ammirar lombra dArgo.
Così la mente mia, tutta sospesa,
mirava fissa, immobile e attenta,
e sempre di mirar faceasi accesa.