Vuo tu che questo ver più ti simbianchi?».
E io: «Non già; ché impossibil veggio
che la natura, in quel chè uopo, stanchi».
Ond elli ancora: «Or dì: sarebbe il peggio
per lomo in terra, se non fosse cive?».
«Sì», rispuos io; «e qui ragion non cheggio».
«E puot elli esser, se giù non si vive
diversamente per diversi offici?
Non, se l maestro vostro ben vi scrive».
Sì venne deducendo infino a quici;
poscia conchiuse: «Dunque esser diverse
convien di vostri effetti le radici:
per chun nasce Solone e altro Serse,
altro Melchisedèch e altro quello
che, volando per laere, il figlio perse.
La circular natura, chè suggello
a la cera mortal, fa ben sua arte,
ma non distingue lun da laltro ostello.
Quinci addivien chEsaù si diparte
per seme da Iacòb; e vien Quirino
da sì vil padre, che si rende a Marte.
Natura generata il suo cammino
simil farebbe sempre a generanti,
se non vincesse il proveder divino.
Or quel che tera dietro tè davanti:
ma perché sappi che di te mi giova,
un corollario voglio che tammanti.
Sempre natura, se fortuna trova
discorde a sé, com ogne altra semente
fuor di sua regïon, fa mala prova.