sì costellati facean nel profondo
Marte quei raggi il venerabil segno
che fan giunture di quadranti in tondo.
Qui vince la memoria mia lo ngegno;
ché quella croce lampeggiava Cristo,
sì chio non so trovare essempro degno;
ma chi prende sua croce e segue Cristo,
ancor mi scuserà di quel chio lasso,
vedendo in quell albor balenar Cristo.
Di corno in corno e tra la cima e l basso
si movien lumi, scintillando forte
nel congiugnersi insieme e nel trapasso:
così si veggion qui diritte e torte,
veloci e tarde, rinovando vista,
le minuzie di corpi, lunghe e corte,
moversi per lo raggio onde si lista
talvolta lombra che, per sua difesa,
la gente con ingegno e arte acquista.
E come giga e arpa, in tempra tesa
di molte corde, fa dolce tintinno
a tal da cui la nota non è intesa,
così da lumi che lì mapparinno
saccogliea per la croce una melode
che mi rapiva, sanza intender linno.
Ben maccors io chelli era dalte lode,
però cha me venìa «Resurgi» e «Vinci»
come a colui che non intende e ode.
Ïo minnamorava tanto quinci,
che nfino a lì non fu alcuna cosa
che mi legasse con sì dolci vinci.