così nel fiammeggiar del folgór santo,
a chio mi volsi, conobbi la voglia
in lui di ragionarmi ancora alquanto.
El cominciò: «In questa quinta soglia
de lalbero che vive de la cima
e frutta sempre e mai non perde foglia,
spiriti son beati, che giù, prima
che venissero al ciel, fuor di gran voce,
sì chogne musa ne sarebbe opima.
Però mira ne corni de la croce:
quello chio nomerò, lì farà latto
che fa in nube il suo foco veloce».
Io vidi per la croce un lume tratto
dal nomar Iosuè, com el si feo;
né mi fu noto il dir prima che l fatto.
E al nome de lalto Macabeo
vidi moversi un altro roteando,
e letizia era ferza del paleo.
Così per Carlo Magno e per Orlando
due ne seguì lo mio attento sguardo,
com occhio segue suo falcon volando.
Poscia trasse Guiglielmo e Rinoardo
e l duca Gottifredi la mia vista
per quella croce, e Ruberto Guiscardo.
Indi, tra laltre luci mota e mista,
mostrommi lalma che mavea parlato
qual era tra i cantor del cielo artista.
Io mi rivolsi dal mio destro lato
per vedere in Beatrice il mio dovere,
o per parlare o per atto, segnato;