e vidi le sue luci tanto mere,
tanto gioconde, che la sua sembianza
vinceva li altri e lultimo solere.
E come, per sentir più dilettanza
bene operando, luom di giorno in giorno
saccorge che la sua virtute avanza,
sì maccors io che l mio girare intorno
col cielo insieme avea cresciuto larco,
veggendo quel miracol più addorno.
E qual è l trasmutare in picciol varco
di tempo in bianca donna, quando l volto
suo si discarchi di vergogna il carco,
tal fu ne li occhi miei, quando fui vòlto,
per lo candor de la temprata stella
sesta, che dentro a sé mavea ricolto.
Io vidi in quella giovïal facella
lo sfavillar de lamor che lì era
segnare a li occhi miei nostra favella.
E come augelli surti di rivera,
quasi congratulando a lor pasture,
fanno di sé or tonda or altra schiera,
sì dentro ai lumi sante creature
volitando cantavano, e faciensi
or D, or I, or L in sue figure.
Prima, cantando, a sua nota moviensi;
poi, diventando lun di questi segni,
un poco sarrestavano e taciensi.
O diva Pegasëa che li ngegni
fai glorïosi e rendili longevi,
ed essi teco le cittadi e regni,