tali eravamo tutti e tre allotta,
io come capra, ed ei come pastori,
fasciati quinci e quindi dalta grotta.
Poco parer potea lì del di fori;
ma, per quel poco, vedea io le stelle
di lor solere e più chiare e maggiori.
Sì ruminando e sì mirando in quelle,
mi prese il sonno; il sonno che sovente,
anzi che l fatto sia, sa le novelle.
Ne lora, credo, che de lorïente
prima raggiò nel monte Citerea,
che di foco damor par sempre ardente,
giovane e bella in sogno mi parea
donna vedere andar per una landa
cogliendo fiori; e cantando dicea:
«Sappia qualunque il mio nome dimanda
chi mi son Lia, e vo movendo intorno
le belle mani a farmi una ghirlanda.
Per piacermi a lo specchio, qui maddorno;
ma mia suora Rachel mai non si smaga
dal suo miraglio, e siede tutto giorno.
Ell è di suoi belli occhi veder vaga
com io de laddornarmi con le mani;
lei lo vedere, e me lovrare appaga».
E già per li splendori antelucani,
che tanto a pellegrin surgon più grati,
quanto, tornando, albergan men lontani,
le tenebre fuggian da tutti lati,
e l sonno mio con esse; ond io levami,
veggendo i gran maestri già levati.