Quando di carne a spirto era salita,
e bellezza e virtù cresciuta mera,
fu io a lui men cara e men gradita;
e volse i passi suoi per via non vera,
imagini di ben seguendo false,
che nulla promession rendono intera.
Né limpetrare ispirazion mi valse,
con le quali e in sogno e altrimenti
lo rivocai: sì poco a lui ne calse!
Tanto giù cadde, che tutti argomenti
a la salute sua eran già corti,
fuor che mostrarli le perdute genti.
Per questo visitai luscio di morti,
e a colui che lha qua sù condotto,
li prieghi miei, piangendo, furon porti.
Alto fato di Dio sarebbe rotto,
se Letè si passasse e tal vivanda
fosse gustata sanza alcuno scotto
di pentimento che lagrime spanda».
Purgatorio Canto XXXI
«O tu che se di là dal fiume sacro»,
volgendo suo parlare a me per punta,
che pur per taglio mera paruto acro,