giusto giudicio da le stelle caggia
sovra l tuo sangue, e sia novo e aperto,
tal che l tuo successor temenza naggia!
Chavete tu e l tuo padre sofferto,
per cupidigia di costà distretti,
che l giardin de lo mperio sia diserto.
Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,
Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
color già tristi, e questi con sospetti!
Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura
di tuoi gentili, e cura lor magagne;
e vedrai Santafior com è oscura!
Vieni a veder la tua Roma che piagne
vedova e sola, e dì e notte chiama:
«Cesare mio, perché non maccompagne?».
Vieni a veder la gente quanto sama!
e se nulla di noi pietà ti move,
a vergognar ti vien de la tua fama.
E se licito mè, o sommo Giove
che fosti in terra per noi crucifisso,
son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?
O è preparazion che ne labisso
del tuo consiglio fai per alcun bene
in tutto de laccorger nostro scisso?
Ché le città dItalia tutte piene
son di tiranni, e un Marcel diventa
ogne villan che parteggiando viene.
Fiorenza mia, ben puoi esser contenta
di questa digression che non ti tocca,
mercé del popol tuo che si argomenta.