di Marzia tua, che n vista ancor ti priega,
o santo petto, che per tua la tegni:
per lo suo amore adunque a noi ti piega.
Lasciane andar per li tuoi sette regni;
grazie riporterò di te a lei,
se desser mentovato là giù degni».
«Marzïa piacque tanto a li occhi miei
mentre chi fu di là», diss elli allora,
«che quante grazie volse da me, fei.
Or che di là dal mal fiume dimora,
più muover non mi può, per quella legge
che fatta fu quando me nusci fora.
Ma se donna del ciel ti move e regge,
come tu di, non cè mestier lusinghe:
bastisi ben che per lei mi richegge.
Va dunque, e fa che tu costui ricinghe
dun giunco schietto e che li lavi l viso,
sì chogne sucidume quindi stinghe;
ché non si converria, locchio sorpriso
dalcuna nebbia, andar dinanzi al primo
ministro, chè di quei di paradiso.
Questa isoletta intorno ad imo ad imo,
là giù colà dove la batte londa,
porta di giunchi sovra l molle limo:
null altra pianta che facesse fronda
o indurasse, vi puote aver vita,
però cha le percosse non seconda.
Poscia non sia di qua vostra reddita;
lo sol vi mosterrà, che surge omai,
prendere il monte a più lieve salita».