«Quei sono spirti, maestro, chi odo?»,
diss io. Ed elli a me: «Tu vero apprendi,
e diracundia van solvendo il nodo».
«Or tu chi se che l nostro fummo fendi,
e di noi parli pur come se tue
partissi ancor lo tempo per calendi?».
Così per una voce detto fue;
onde l maestro mio disse: «Rispondi,
e domanda se quinci si va sùe».
E io: «O creatura che ti mondi
per tornar bella a colui che ti fece,
maraviglia udirai, se mi secondi».
«Io ti seguiterò quanto mi lece»,
rispuose; «e se veder fummo non lascia,
ludir ci terrà giunti in quella vece».
Allora incominciai: «Con quella fascia
che la morte dissolve men vo suso,
e venni qui per linfernale ambascia.
E se Dio mha in sua grazia rinchiuso,
tanto che vuol chi veggia la sua corte
per modo tutto fuor del moderno uso,
non mi celar chi fosti anzi la morte,
ma dilmi, e dimmi si vo bene al varco;
e tue parole fier le nostre scorte».
«Lombardo fui, e fu chiamato Marco;
del mondo seppi, e quel valore amai
al quale ha or ciascun disteso larco.
Per montar sù dirittamente vai».
Così rispuose, e soggiunse: «I ti prego
che per me prieghi quando sù sarai».