Soavemente disse chio posasse;
allor conobbi chi era, e pregai
che, per parlarmi, un poco sarrestasse.
Rispuosemi: «Così com io tamai
nel mortal corpo, così tamo sciolta:
però marresto; ma tu perché vai?».
«Casella mio, per tornar altra volta
là dov io son, fo io questo vïaggio»,
diss io; «ma a te com è tanta ora tolta?».
Ed elli a me: «Nessun mè fatto oltraggio,
se quei che leva quando e cui li piace,
più volte mha negato esto passaggio;
ché di giusto voler lo suo si face:
veramente da tre mesi elli ha tolto
chi ha voluto intrar, con tutta pace.
Ond io, chera ora a la marina vòlto
dove lacqua di Tevero sinsala,
benignamente fu da lui ricolto.
A quella foce ha elli or dritta lala,
però che sempre quivi si ricoglie
qual verso Acheronte non si cala».
E io: «Se nuova legge non ti toglie
memoria o uso a lamoroso canto
che mi solea quetar tutte mie doglie,
di ciò ti piaccia consolare alquanto
lanima mia, che, con la sua persona
venendo qui, è affannata tanto!».
Amor che ne la mente mi ragiona
cominciò elli allor sì dolcemente,
che la dolcezza ancor dentro mi suona.