Vedi protendere
Tutto giulivo
A lei le braccia
Quel casto Ulivo,

Che dalle foglie
Tal calma muove,
Che il crine cingere
Potrìa di Giove?

Li vo' rimovere
Da questo lido,
E uniti crescerli
Là dove il nido

Pone la tortora
Fra fronda e fronda,
Mentre la Copia
Bacia la sponda.

E incontro Venere
Serena il ciglio,
In sen recandosi
Il caro figlio:

Più bello in animo
Non ti fu desto
Pensier, o fecesi
Più vago innesto.

Prosiegui; il vivido
Cespo gentile
Le aurette educhino
D'eterno aprile.

Nè lo molestino
Le algenti brine,
Ma l'alba rorida
Gl'imperli il crine.

Qui a Imen commettere
Dei la tua face,
E il bacio porgergli
Di eterna pace.

Qui intorno versino
I vezzi e il Riso
La colta ambrosia
In paradiso.