LA PIANTA DEI SOSPIRI

LIBRO PRIMO
L'INNOCENZA DEL COLLE.

Senza odorati fiori
Le rive e i poggi, e senza verdi onori
Vedrai le selve alla stagion novella,
Prima che senza amor vaga donzella.

GUARINI.

I.

Ameni colli ove seminò tanto bello Natura, vallette solitarie in cui spesso venni a confortare lo spirito lasso e a bere più dolce l'aura di vita, voi non sarete mai posti in obblìo dal mio cuore. Le tue ingenue virtù non fieno dimenticate, o abitator del dirupo, da chi fuggendo il lezzo della social corruzione ritrasse sovente ricreamento, imitando la semplicità de' tuoi modi. A te di campestri fiori intreccierò una corona, pianticella solitaria, ove sparse i suoi sospiri la vergine della collina, commetteva all'aura le proprie sventure, e muoveva a pietà quegli cui ferivano i suoi lamenti.

Lungi lo sguardo severo del freddo Sofo dalle care innocenze della natura, lungi gli agghiacciati petti chiusi alla dolce voluttà delle passioni: non ignoti agli affetti del cuore, noi spargiamo sospiri per le anime sensitive, e cediamo per un palpito soave i contrastati allori della volubile fama.

II.

Povera Marcellina, invano una rozza culla volea tenerti lontana dalle passioni del bel mondo; invano il natìo tuo colle ti crebbe alla solitudine ed alla pace. Amore s'apprende ai petti più rozzi, e penetra i più silenziosi recessi; Amore stringe il cuore de' porporati monarchi e dell'ultima villanella: è il vento che scuote la cima del superbo pino e la viola della valle, è bufera che spande la discordia nelle popolose città, e la desolazione nelle innocenti capanne.