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II. Il Vizio all'era cristiana

Medioevo. Rinascenza—Impero

Nel periodo della cristianità il vizio si mostrò soprattutto nelle sette eretiche, le quali immaginarono, a fine di favorire la corruzione, stravaganti dottrine.

I Nicolaiti insegnavano che per acquistare la salvezza eterna, era necessario di insozzarsi di tutte le specie d'impurità. Essi pretendevano che una carne maculata dovesse essere più accetta a Dio, perchè i meriti del redentore dovevano esercitarsi maggiormente su di essa per renderla degna del paradiso.

Altre eresie congiunte con immaginazioni più o meno stravaganti ed ingegnose, come [pg 43] fine e come mezzo, avevano sempre un prodigioso sviluppo della sensualità.

In generale era la comunità delle donne e la promiscuità dei sessi che formavano la base di queste sette singolari. Il pudore non esisteva per questi settarii che lo consideravano come ingiurioso alla divinità.

Secondo le dottrine di Carpocrate e di suo figlio, nessuna donna aveva il diritto di rifiutare i suoi favori a chiunque gliene facesse richiesta in virtù del diritto naturale.