A quei tempi si istruivano una quantità di processi per stregoneria, nei quali non era difficile di scoprire la depravazione morale, che cercava di coprirsi, come da un mantello, con la possessione diabolica.

Quegli stessi che pretendevano di aver ceduto ad una potenza occulta e ad un irresistibile prestigio, non credevano affatto all'intervento dei demonii.

Erano ordinariamente vergognosi libertini, forzati pel loro stato a vivere nella continenza, o per lo meno a nascondere sotto rispettabili apparenze, l'effervescenza delle loro passioni sensuali.

Il sabbat era il convegno di tutto quanto si poteva immaginare di più perverso, ecco perchè si compiva in luoghi appartati, in mezzo ai boschi, nelle montagne o in fra gli scogli.

Del resto i giureconsulti in Francia, non [pg 54] vedevano nella stregoneria se non una forma della prostituzione la più criminale, e ricorrevano a tutta la severità delle leggi per reprimere i disordini che corrompevano i pubblici costumi. Ma si aveva l'aria di attribuire alla malizia del demonio una quantità di atti detestevoli, che non accusavano se non il vizio degli uomini, e si aveva una cura scrupolosa a non diminuire l'orrore di cui la volgare credulità circondava il sabbat, giacchè se si fossero mostrate le cose sotto il loro vero aspetto, il sabbat sarebbe stato ancora più frequentato, tanto la curiosità serve di pericoloso movente alla depravazione morale e fisica.

L'eresia riapparve in Francia a partire dal dodicesimo secolo e favorì la corruzione.

I Bulgari essendo stati accusati di pratiche sodomitiche, consideravano quale sacrilegio i rapporti naturali dei sessi. Tutti i settarii, per un raffinamento di libertinaggio, s'imponevano privazioni di ogni genere, e affettavano in generale una noncuranza assoluta per tutte le cose materiali; ma ciò non era che la maschera della continenza, sotto la quale si sentivano più liberi per abbandonarsi alle loro passioni e dar briglia sciolta alla natura; le loro austere pratiche di devozione aggiungevano una specie di salsa piccante alle nascoste depravazioni.

Quando si vide apparire nel 1259 la setta dei Flagellanti, a primo acchito non si pensò che le pubbliche penitenze di questi peccatori, potessero essere delle invenzioni di lussuria. Essi camminavano nelle strade due a due, nudi fino alla cintura, e si battevano [pg 55] o da sè stessi o l'un l'altro con frusta e con correggia di cuoio, cacciando gemiti, fino a che non sanguinassero da capo a piedi.

E questo è niente. Si portavano la notte nelle campagne, in fondo ai boschi, e là, nelle tenebre, raddoppiavano le flagellazioni, i loro gridi e le loro impudiche follie. Si indovinano facilmente le odiose conseguenze di queste riunioni di uomini e di donne seminudi, animati dallo spettacolo di simile indecente pantomima, nella quale ognuno diveniva attore a sua volta, e che arrivava gradatamente all'ultimo parossismo dell'estasi libidinosa.

L'uso della flagellazione nell'antichità era ben conosciuto da tutti i depravati, a cui ricorrevano per prepararsi nei piaceri di amore.