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IV. Vizii contro Natura Femminili

1º Tribadi, Fellatrices, Fricatrices nell'Antichità

Le fellatrici erano pure spesso chiamate tribadi. Questa depravazione voluttuosa era familiare alle donne di Lesbo e rapidamente si sparse per tutta la Grecia, donde tal passione fu importata in Italia, e le matrone romane vi si abbandonavano con furore.

Tutti i poeti erotici della Grecia sono d'accordo nel riconoscere che il tribadismo era in grande onore a Lesbo. Luciano l'attesta: «... È una di quelle tribadi come spesso se ne incontrano a Lesbo, che non vogliono ricevere gli uomini, e che fanno l'ufficio di uomini con le donne».

Si supponeva che se tale vizio era inveterato [pg 94] nelle Lesbiche, esse vi fossero spinte dalla loro natura stessa, per liberarsi da un intollerabile prurito; giacchè, si diceva, che elleno avessero una clitoride troppo prominente, la quale impediva loro di aver commercio cogli uomini.

Oltre la celebre Saffo, di cui parla Ovidio, vi fu un'altra tribade ancor più famosa per nome Megilla. Luciano nei suoi Dialoghi ce la mostra sotto un aspetto veramente tipico.