Casper racconta pure di una madre accusata di aver introdotto, brutalmente nell'orifizio genitale della figlia di dieci anni, prima un dito, poi due, poi quattro ed infine una pietra ovale, per rendere, diceva lei, tale parte atta al coito.
Si sono viste ancora ignobili nutrici eccitare i genitali dei bambini confidati loro, sia per amore di lubricità, sia per non farli piangere. A tal proposito si cita il caso di un bambino che pigliava il latte da una robusta nutrice e che invece di fortificarsi, deperiva senza causa apparente, quando un giorno fu sorpresa questa disgraziata in estasi venerea, col bambino in fra le gambe, succhiante un capezzolo, che non era quello del seno....!
Gli uomini come le donne si abbandonano ad atti osceni sui bambini, e più spesso su quelli di sesso femminile, introducendo loro fra le cosce, sia per davanti che per di dietro, i genitali.
Lacassagne riporta il caso di una ragazzina di 12 anni, che fu in questo modo contaminata da un uomo; e di un'altra ragazzina a cui un mostro aveva praticato il saffismo, [pg 112] corrompendosi allo stesso tempo nella bocca di lei!
Schaunestein ha osservato un caso di attentato al pudore sopra un bambino di otto mesi. Infine la statistica dal 1874 al 1883 riporta che si sono avute 95 donne incolpate di attentati al pudore su fanciulli, i quali non avevano ancor raggiunto il loro quindicesimo anno e 10 accusate dello stesso reato su adulti.
Il dottor Kocher d'Alger ha paragonato i procedimenti del coito dei popoli primitivi con quelli adoperati dagli individui nei casi di attentato a pudore sulle ragazzine.
I casi di vizii innati, se ci possiamo esprimere così, non sono tanto rari all'epoca moderna, eccone un esempio del dottor Legrand du Saule:
«Una giovane, appartenente ad onesta famiglia, si sentì spinta, ma seppe per un certo tempo reprimere i suoi desiderii voluttuosi, che finì in ultimo col soddisfare ricorrendo all'onanismo. In seguito le sue conversazioni molto libere, manifestarono le disposizioni che un resto di pudore teneva ancora nascoste, ed infine alcuni gesti provocatori e discorsi addirittura lascivi, la condussero ad eccessi di disordini. Fuggì dalla casa paterna e per le sregolatezze che commise fu iscritta nei registri della polizia. Discesa ai più bassi scalini dell'abiezione, poteva appena colla sua infame ed attiva industria, temperare il fuoco della lubricità, che la divorava. E tutto ciò senza alcun disordine apparente dell'intelligenza, senza allucinazione, senza pazzia, ma senza che alcun freno morale avesse potuto metter un argine a simili turpitudini.»
[pg 113] Ciò non può destar tanta meraviglia, quando si pensi a tutte le altre classi di persone che pur occupando cariche elevate in società, per arrivare alle quali hanno dovuto dar prove di sano intendimento e non comune coltura, ma non pertanto nel campo delle passioni sessuali fanno trasecolar per le loro follie.
Ve ne ha di quelli che non possono sacrificare a Venere, sie non raccogliendo colla bocca l'orina, o le materie fecali, oppure leccando le regioni del corpo della donna coperte di sudore, come le ascelle, i piedi o semplicemente al sentir l'odore degli escrementi.