«Sono invidiosi, vendicativi, capricciosi e in loro nessuna energia, nessuna vitalità, ciò che è sinonimo di nessuna fiducia in sè stessi. Menzogne, delazioni, vigliaccherie, obliterazioni del senso morale, ecco il loro appannaggio. Il disprezzo di sè stessi si collega al timore del disprezzo pubblico.

«Il pederasta congenito non prova per la donna e per l'amore naturale se non repulsione e disgusto; quando l'aberrazione è pienamente istallata l'impotenza di fronte all'altro sesso è quasi radicale. Se i pederasti si sposano o si trovano un'amante, non è se non per una questione di danaro o per salvare le apparenze. In cambio la loro passione contro natura raggiunge talvolta un grado di esaltazione inaudita. Sono gelosi, ma a modo loro, la gelosia in essi è un miscuglio di sensualità in pericolo, di amor proprio ferito e soprattutto di interessi lesi».

Nel romanzo L'Uomo-Femmina G. G. Rocco ci dà un quadro vivissimo della vita dei pederasti. Questo lavoro che è scritto sopra una falsariga scientifica, eccezionalmente rigorosa per una creazione fantastica, ha pagine di una drammaticità insuperabile, e andrebbe certo, dato il grandissimo interesse [pg 132] che suscita nel lettore e l'originalità del soggetto, per le mani di tutti, se non contenesse descrizioni che sono un po' troppo... pei soli adulti.

Le case di tolleranza sono, in grazia delle loro tenitrici, il centro attivo della prostituzione pederasta. Quantunque i regolamenti prescrivano di non dover ricevere alcun cliente minorenne, di non poter tenere in casa alcun fanciullo che abbia raggiunto il sesto anno, foss'anche figlio alla padrona; ma queste proibizioni sono eluse ed i pederasti trovano sempre in simili luoghi i più devoti provveditori delle loro sregolatezze.

È a tal uopo che si vedono stazionare nei caffè, nelle bottiglierie stabilite presso queste case, giovanotti dalla ciera più o meno sospetta, che vanno, vengono sotto pretesto di sbrigare diverse faccende; ragazzi di parrucchieri, di caffettieri, mercanti ambulanti, i quali in fondo non sono che lenoni o prestano il loro corpo all'infame commercio. Le tenitrici della casa per non dar nell'occhio ai vicini, ricorrono alle più grossolane commedie. Talvolta li vestono da donna, tal'altra mettono loro barbe posticcie.

Cosa straordinaria, a Parigi e nella maggior parte delle grandi città, nei quartieri i più mal frequentati sarà difficile che una libera passeggiatrice accetti di abbassarsi ai pratiche sodomitiche; mentre poi in tutte le case di tolleranza il prestarsi a ciò è cosa ordinaria per le donne che vi sono ricoverate. Ed è anche da notarsi che più la casa è lussosa, più la clientela è scelta, e più le abitudini vi sono depravate. Non si indietreggia [pg 133] di fronte a nessuna richiesta antisessuale per bizzarra e degradante che sia.

I francesi chiamano garçons gli amanti di cuore dei pederasti e nel proprio gergo essi stessi si chiamano così, e soprattutto quando vivono con dei compiacenti. Il compiacente obbedisce al bisogno naturale di una compagnia, di un'affezione. Malgrado la depravazione che nasce da una tal disgustevole situazione per l'uomo, malgrado il piacere della concupiscenza che colora tutto agli occhi di quelli che lo praticano, non vi è prostituto maschio, che pari alla donna pubblica, non senta repulsione per l'uomo che lo paga, e da qui nasce necessariamente il bisogno di darsi ad un essere il quale non soltanto non pagherà, ma ancora riceverà dei doni da quello che avrà conquistato.

Questa, abiezione nell'abiezione stessa è nondimeno l'unico palliativo che i pederasti trovano fra di loro per rialzarsi nella propria stima. «Quello io lo amo, mi dò a lui per niente» dicono con orgoglio.

Secondo Mantegazza in certe parti del Messico si sposerebbero uomini vestiti da donna, ai quali è proibito di portare le armi.

Secondo Gomora esistevano a Tamalipos case di prostituzione maschile.