A quelli che si meravigliano come il pederasta passivo possa trovare in tale atto una sensazione di voluttà, risponderemo colla ingegnosa teoria del Mantegazza, il quale ammette in simili individui un'anomalia di tragitto dei nervi genitali, che, secondo lui, invece [pg 129] di terminare negli organi della generazione si distribuirebbero alla mucosa rettale ed anale, per cui le sensazioni voluttuose verrebbero percepite da queste parti invece che da quelle.
Ciò sarebbe provato anche dal trovare donne cinede o donne che nel tribadismo amano ad essere eccitato il retto col dito, come abbiamo detto nel capitolo precedente. Mantegazza a conferma inoltre della sua ipotesi ricorda un grande scrittore, il quale gli confessava di non avere potuto dire a sè stesso, se maggiore voluttà egli provasse nell'amplesso o nella defecazione.
Si trovano ancora pederasti per gusto. Spesso sono uomini distinti, perfino delicati, occupanti un'alta posizione, padri di famiglia etc. Il loro vizio è perfettamente nascosto, ma la passione che li domina è tanto forte che dimenticano un bel giorno ogni prudenza, e si espongono allo scandalo più strepitoso ed alla denuncia delle loro vergognose pratiche.
La questione della pederastia è stata studiata a numerosi psicologi ed ha dato luogo a diverse opinioni. Il professore tedesco Moll dice: «Gli uomini i quali hanno una tendenza alla pederastia si sono generalmente masturbati sin dalla loro più tenera infanzia, solamente invece di fregarsi il pene, si introducono nell'ano un oggetto qualunque. La maggior parte dei sapienti ammettono che negli uranisti l'introduzione del membro altrui nel loro ano provochi il desiderato godimento e l'uranista passivo ha in queste condizioni un'ejaculazione. Ed è perciò che separano la pederastia attiva da quella passiva, ammettendo che quando si hanno [pg 130] relazioni di questo genere fra due individui, l'uno è sempre attivo, l'altro passivo.»
Secondo lo stesso autore sarebbe un errore il credere che il pederasta passivo sia più effeminato di quello attivo, e che si comporti sempre verso quest'ultimo in modo tutto passivo come una donna. È certo che, nel maggior numero dei casi, il passivo ottiene solo la soddisfazione, l'attivo non andando più in là della semplice erezione, perchè l'atto ulteriore non corrisponde più alle sensazioni ed alle inclinazioni dell'individuo.
Moll ammette che la tendenza alla pederastia passiva sia favorita da una predisposizione passiva dell'individuo e che non vi sia depravazione propriamente parlando.
Il dottor Chevalier fa così la psicologia del pederasta:
«Nel mondo della pederastia tutto è alla rovescia. Il pederasta vive, sente, pensa, vuole, agisce differentemente dal resto degli uomini, un abisso ne lo separa. Le pratiche contro natura, infatti, hanno per risultato fatale un'alterazione della personalità psichica, consistente essenzialmente in una trasposizione, nel rovesciamento delle qualità caratteristiche del sesso, nell'effeminatezza per tutto dire...
«Nei pederasti si ritrova questa tendenza di invertire le parti nei loro modi di caminare, nei gusti, nei bisogni, nel modo di vestirsi. S'ingegnano ad imitar della donna l'intonazione e la delicatezza della voce, la gentilezza e la civetteria dei gesti. Hanno come lei la passione dell'abbigliamento, delle acconciature, dei colori vivi, dei merletti, dei gioielli e di tutti quei nonnulla che brillano, profumano ed abbelliscono.
[pg 131] «Bisogna vedere questi effeminati nelle loro riunioni mondane, serate danzanti, feste patronali, addii alla vita di giovanotti, fidanzamenti—oh eufemismi!—Si canta, si ricama, si tappezza, si fanno fiori, si chiacchiera, si cicala e sopratutto si dice male del prossimo; e tutto ciò con voce esageratamente melliflua. Le loro scene di gelosia terminano quasi sempre con attacchi di nervi. Conversando si chiamano l'un l'altro: «mia cara, mia bella.»