Che come femmina lo facea filare
E come bestia ancor lo cavalcò,
E 'l morso in bocca gli facea portare,
E tutto lo suo senno gli mancò;
Da l'altra parte Virgilio si mirava
Che nel cestone a mezza notte stava»[232].
E molti altri testi italiani dei secoli XV e XVI potrebbero citarsi che provano come quell'avventura virgiliana fosse allora così popolarmente conosciuta qui come altrove. Mi limito a citare, perchè inedita, una Canzone morale in disprezzo d'amore[233] che leggesi in un codice magliabechiano del secolo XV, nella quale agli esempi di Giove, Aristotele, Salomone ecc. si aggiunge quello di Virgilio:
«Lett'hai d'una donzella che ingannava
Virgilio collocato in una cesta,
E fuor della finestra