In altra poesia assai più antica, forse del XIII sec., nei Proverbi sulla natura delle donne[237] lo stesso fatto è attribuito al filosofo Antipatro:

«D'Antipatol filosofo udisti una rasone

Con la putana en Roma ne fe derisone

Q'entr'un canestro l'apese ad un balcone

Ogni Roman vardavalo con el fose un briccone.»

Così pure l'arte italiana di quel tempo spesso tolse a soggetto questo fatto della leggenda. Una stampa d'ignoto autore, ma d'antica scuola italiana, rappresenta la beffa e la vendetta, colla seguente scritta che è desunta dalle due ottave del Pucci sopra riferite:

«Essendo la mattina chiaro il giorno

Il pose in terra con suo grande scorno;

Ver'è che poi, con sua gran sapienza

Contr'a costei mandò aspra sentenza.»[238]