Chè sentir correzioni io non intendo,
Diceali, il tuo mestiero è giudicare,
Pensa d'amministrar d'Astrea l'impero
Con giustizia, con senno e cor sincero.
Tanto studio che posso in quel che vuoi
Darti senza fallir gran correzione
Non solo a te, ma alli ministri tuoi
Empi ministri di un crudel Nerone.
Più non volle ascoltar li detti suoi
Il giudice adirato e la prigione