[70]. Muratori, Scriptores rer. ital., XII, p. 283.

[71]. Polycraticus, 2, 23.

[72]. Cf. Roth, op. cit., p. 295.

[73]. Di quest'avviso è anche Schaarschmidt, Johannes Saresberiensis nach Leben etc, p. 99.

[74]. Ap. Muratori, Scriptores rer. ital., V, p. 637, 644. Lo stesso autore crede Napoli inespugnabile e pare ciò attribuisca a Virgilio, come vedremo più oltre riferendo le sue parole. Cf. Roth, op. cit., p. 288 sgg.

[75]. È singolare e deplorevole che fino ad oggi da archeologi di vaglia non siasi fatta intorno al sepolcro del poeta alcuna seria ricerca. Generalmente si ricusa di credere che sia veramente il sepolcro di Virgilio quello che a Napoli da parecchi secoli passa per tale. Dopo lo scritto poco serio e profondo di Peignot Recherches sur le tombeau de Virgile, Dijon 1840, abbiamo il recente lavoro storico-critico di E. Cocchia, La tomba di Virgilio, contributo alla topografia dell'antica città di Napoli, Torino (Loescher) 1889 (Estr. dall'Arch. st. per le prov. napol. Anno XIII, fasc. III-IV), il quale intende a provare che il sepolcro di Virgilio è appunto quello che si crede tale presso l'ingresso della grotta di Pozzuoli. L'indicazione data nell'antica biografia è assai precisa e del tutto degna di fede. Essa potrebbe servire di guida a scavi, che però devono essere preceduti da ricerche topografiche su Napoli antica, per determinare con esattezza ove fosse il secondo miglio da Napoli sulla via Puteolana. Tanto fa il Cocchia provando che a tal distanza su quella via corrisponde appunto quel sepolcro. Certo, che quello non possa essere il sepolcro di Virgilio, è difficile provarlo, come anche trovare come e quando nascesse la vecchia tradizione che appunto quello indica per tale.

[76]. «Ossa eius Neapolim translata sunt tumuloque condita, qui est via puteolana intra lapidem secundum.» Donat., Vit. Vergil., p. 63.

[77].

«Non quod Mantua contumax Homero

adiecit latialibus loquelis,