[109]. Li Romans de Dolopathos, publié par MM. Ch. Brunet et Anat. de Montaiglon. Paris (Jannet), p. 384.
[110]. Roth ha torto di confondere, come molti altri hanno fatto, tra i quali Grimm (Die Sage von Polyphem, p. 4), il testo latino del Dolopathos colla Historia septem sapientum. Quest'ultima non è che la riduzione latina (non l'originale, come si crede comunemente) dei Roman des sept sapes. Non è qui però il luogo di porre in sodo questa idea che mi contento di avere accennata.
[111]. De naturis rerum, cap. 174. Quel che Neckam racconta intorno a Virgilio vien riferito, dietro l'autorità sua, da W. Burley, De vita et moribus philosophorum, cap. 103.
[112]. Altrimenti lo pseudo-Villani, Nobile, Descriz. della città di Napoli, II, p. 781, scrive quanto segue: «La cappella di S. Giovanni a Pozzo bianco segue più innanzi al principio del vicolo dell'arcivescovado, anticamente detto Gurgite; ed era così denominato perchè l'altro vicolo che gli sta dirimpetto, aveva fino ad un secolo fa un pubblico pozzo ornato di marmo bianco, e sovr'esso sanguisughe scolpite, di cui il cronista nostro Giovanni Villani, seguendo l'ignoranza del volgo, dice che Virgilio Marone sotto la costellazione dell'Aquario aveale fatte scolpire» ecc. ecc.
[113]. Pubblicata nel tomo VII della Bibliotheca patrum cistercensium di Tissier.
[114]. La sola ragione per cui Vincenzo di Beauvais dubita di questo racconto è la data dell'invenzione delle campane, posteriore a Virgilio!
[115]. Ved. Hist. litt. de la France, t. XVIII, p. 87 sgg.
[116]. «Non scena, non circus, non theatrum, non amphitheatrum, non forum, non platea, non gymnasium, non arena sine eo resonabat.» De reparat. lapsi, p. 318.
[117]. Ved. Rochat nella Germania di Pfeiffer, III, 81 sgg. e IV, 411 sgg.
[118]. Cf. v. d. Hagen, Gesammtabenteuer, III, p. CXL sgg.