[119]. Dist. 5ª vers. 290 sgg. (p. 447).
[120]. Procop., Bell. Goth., IV, 22. Becker crede fosse un modello o una curiosità: Handbuch d. röm. Alterth., I, p. 161. Secondo Guglielmo di Malmesbury (II, c. 13) nel 1045 sarebbesi scoperto in Roma il sepolcro di Pallante: «tunc corpus Pallantis filii Evandri, de quo Virgilius narrat, Romae repertum est, ingenti stupore omnium. Hiatus vulneris quod in medio pectore Turnus fecerat quatuor pedibus et semis mensuratum est.» Esiterei a credere che questa favola, certamente di provenienza dotta e non popolare, si riferisca a qualche scoperta reale, e sia dovuta a qualche antiquario romano, come pretende Gregorovius, Gesch. d. Stadt Rom im Mittelalt. IV, p. 626.
[121]. Cf. Massmann, Kaiserchronik, III, p. 753 sgg. G. Paris, La Legende de Trajan nel fasc. XXXV della Bibl. de l'École des hautes études p. 261-298; Graf Roma nella memoria ecc. II, p. 6 sgg.
[122]. Talvolta è chiamata anche Consecratio statuarum.
[123]. Mai, Spicilegium Romanum, II, p. 221.
[124]. Il re Sarcâf «fece un'anitra d'ottone e la pose alla porta della città su di una colonna di marmo verde; quando uno straniero veniva nella città questa anitra batteva le ali e gridava in modo che tutti gli abitanti udivano, e così arrestavano lo straniero.» Ved. Orient und Occident, I, p. 331; cf. p. 335 e 340; vedi anche l'articolo di Liebrecht, ib., III, p. 360, 363. Floro nel narrare il fatto di Manlio parla di una sola oca. Virgilio nello scudo d'Enea rappresenta quella sola oca (d'argento). Aen. 8, 652 sgg. Dante, De Monarch. dice: «anserem ibi ante non visum cecinisse Gallos adesse.» Il canto dei soldati di Modena (X sec.) dice:
«Vigili voce avis anser candida
fugavit Gallos ex arce romulea
pro qua virtute facta est argentea
et a Romanis adorata ud dea.»