Samsones lip

wart durch ein wip geblendet» etc.

e non omette Virgilio:

«Virgilius

wart betrogen mit valschen sitten.»

Ma da quel galante poeta che, anche col nome che si dava, professava di essere, Frauenlob non vede in quei grandi esempi che un incoraggiamento a sopportare i capricci della sua bella. Ved. v. d. Hagen, Minnesinger, III, p. 355.

[211]. Barbazan-Méon, Fabliaux, III, p. 96; Le Grand d'Aussy, Fabliaux, I, p. 214. Cf. v. d. Hagen, Gesammtabenteuer, I, p. LXXV sgg. Benfey, Pantschaiantra, I, p. 461 sgg. — Quest'aneddoto ricorre anche nel Promptuarium exemplorum compilato ad uso dei predicatori. Cf. Du Méril, Mélanges, p. 474.

[212]. Le Grand d'Aussy, Fabliaux, I, p. 232 sgg. Le Grand esprime l'opinione che il nome d'Ippocrate sia in questo racconto anteriore a quello di Virgilio. Nel romanzo francese del S. Graal l'avventura è anche riferita ad Ippocrate, e c'è anche l'aggiunta della vendetta, ma è diversa. Ippocrate fa che la bella donna da cui fu burlato diventi perdutamente innamorata di un orrido nano. Vedi Paulin Paris, Les romans de la table ronde, I, p. 246 sgg.

[213]. È assai probabile che anche questo racconto sia d'origine orientale: fino ad ora però non si è trovato nulla di eguale nelle letterature orientali. Hagen ed altri han voluto ravvicinarlo ad un racconto delle novelle tartare di Gueulette, col quale però non ha che un rapporto molto lontano.

[214]. «Un pedante credendosi andare a giacere con una gentildonna si lega nel mezzo perchè ella lo tiri su per una finestra, resta appiccato a mezza via: dipoi messolo in terra con sassi e randelli gli fu data la corsa.» Fortini, Novella 5ª. Qualcuno, quali Hagen e Roth, vuol ravvicinare a questo racconto la novella VIII, 7 del Decamerone ed un luogo del Filocopo (p. 283, ediz. Sansovino). Ma il confronto pecca in ciò che v'ha di più essenziale.