Già salito sul palco s'udì dire:

Datemi un poco d'acqua, amica gente.

Un vaso d'acqua ebbe apparire

Ma, prima che bevesse lietamente,

Signori di Palermo, gli ebbe detto,

Io vi saluto e a Napoli v'aspetto.»

Il «quaere me Catanae» di Eliodoro e l'«a Napoli vi aspetto» di Barliario spiegano il «vado ad Napulum» di Virgilio nel Mirabilia. Anche in un racconto dei Quaranta viziri (trad. ted. di Behrnauer, p. 23) uno scheik immergendosi nell'acqua si libera da morte, scomparendo e trovandosi trasportato immantinente a Damasco.

[278]. L'idea di navi fatte per incanto che volano per l'aria è comune nei racconti popolari anche oggidì. Veggasi per es. il racconto russo intitolato «la nave volante» (letucii korabl) nella raccolta dell'Afanasieff, vol. VI, p. 137 sgg. e i numerosi confronti che a tal proposito fa ivi l'autore nella nota, vol. VIII, p. 484 sgg.

[279].

«Preso un piccol carbone, a disegnare