In quo Virgilius titulum fecit hoc modo scriptum:

Monte sub hoc lapidum etc.»

Doniz. Vit. Mathild. ap. Muratori, Scriptt. rer. it. v. 360. Quanto al monte Balista Muratori nota: «nunc appellatur Monte di Vilestra... sed longe ante Vergilium Balistae monti nomen fuit.»

[281]. Una di queste monete abbiamo riprodotta un poco ingrandita nel frontespizio di questi nostri volumi. Cfr. intorno a questa e ad altre monete mantovane coll'effigie e col nome di Virgilio. Zanetti, Nuova raccolta delle monete e zecche d'Italia, vol. III, p. 249 sgg., tav. XVII.

[282]. Nel XIV secolo. La statua fu fatta gittar nel Mincio da Carlo Malatesta, il quale però si vide poi costretto a riporla al posto. — Non so quanto possa essere antica la tradizione popolare, di cui parla un viaggiatore moderno, secondo la quale verrebbe indicata a due miglia dalla città la grotta in cui Virgilio si recava a meditare. Vedi Keyssler, Neueste Reisen, p. 1016; Cf. Burckhardt, Die Cultur der Renaissance in Italien, p. 148. Enea Silvio nel suo viaggio al congresso di Mantova (1459) visitava la così detta Villa di Virgilio sul Mincio. Cfr. Burckhardt, op. cit., p. 181. Nel secolo passato il presidente De Brosses, recatosi a Pietola a vedere il villaggio e la casa ove nacque Virgilio, scriveva: «Je n'y vis autre chose qu'une maison de campagne assez propre où il n'est pas la plus petite question de Virgile. Je demandai aux gens du lieu pourquoi cette maison portait le nom de Virgiliana. Il me répondirent que ce nom lui venait d'un ancien duc de Mantoue qui était roi d'une nation qu'on appelle les Poétes et qui avait écrit beaucoup de livres qu'on avait envoyé en France.» Colomb, Le président de Brosses en Italie. Paris, 1869, p. 117.

[283]. Aliprandina, osia Chronica della città di Mantova di Buonamente Aliprando, cittadino Mantuano; in Muratori, Antiquit. Ital. medii aevi, tom. V, p. 1061 sgg. Cf. Cantù, St. univers., II, p. 658 sgg.

[284].

«Si vide in quella grotta immantinenti

Circondare di lumi la parete,

E una mensa si vide apparecchiata,