[132]. Ibid., pag. 290.
[133]. Guerrini, Op. cit., cap. I.
[134]. Bartoli, I precursori del Boccaccio, Firenze, Sansoni, 1876, pag. 22.
[135]. Abbiamo già accennato alla corrispondenza delle parole di Filostrato in questa novella con quelle di Geburon nella XXIX nov. dell'Heptaméron di Margherita d'Angoulême; in quella raccolta è l'unica novella in cui il nobile consesso si compiace di narrare le avventure di un villano; e Normefide, interrompe bruscamente Parlamente con queste parole: «Je vous pris, laissons là ce païsant avecq sa païsante...».
[136]. Novelle di F. Sacchetti, Torino, Pomba, 1853, nov. LXXXVIII, CLXV, ecc.
[137]. Vedi la nov. XVIII della raccolta del D'Ancona, la VII dell'ediz. lucchese, e la II, XI, LXIX, LXXX della raccolta tratta dal Renier dal codice trivulziano.
[138]. Il Müntz, L'Arte italiana nel Quattrocento, Milano, 1894, trad. it. di A. Luzio, osserva: «Scorrendo gli scritti del sec. XV, o esaminando le opere d'arte della stessa epoca, si è colpiti dal vedere qual esigua parte vi abbia il contadino. Nel secolo precedente esso era stato uno degli attori favoriti dei novellieri, Sacchetti, ser Giovanni (!) non meno del Boccaccio. Ma d'ora in poi, diventa un mito, un'astrazione: quando per caso straordinario, un artista fa ad uno di questi diseredati l'onore di introdurlo in una sua composizione, egli lo imbacucca d'un costume bizzarro che si avvicina al costume antico assai più che non è quello del Rinascimento. Non si direbbe quasi che l'artista non ha mai messo i piedi ne' campi, non ha mai veduto un colono od un pastore se non attraverso un prisma?».
[139]. Le Novelle di G. Sermini da Siena, Livorno, Vigo, 1874.
[140]. Sull'ingratitudine dei villani è da ricordarsi Le Dit de Merlin Mellot (in Jubinal, Op. cit., pag. 128), in cui è narrato di un villano «ânier» che si mostra sconoscente verso il suo sovranaturale benefattore, il quale castiga l'ingrato togliendogli tutti i beni e gli onori che gli aveva concessi, e riducendolo di nuovo «ânier»; il racconto termina con questa considerazione:
Je puis bien tele gent au chien comparagier,