Quant le chien a charoigne plus qu'il n'en puet mengier
I. autre ne lairoit par-devant li rungier,
Ainz l'abaie et rechine com déust esragier.
[141]. Novel. XXV. Nella nov. XII narra il Sermini la sua fuga dalla campagna, dove si era rifugiato per fuggire la moria nel 1492, deciso ad affrontare il pericolo di essere attaccato dal morbo, pur di togliersi dalla compagnia dei villani, contro cui si scaglia con somma violenza, deridendone il linguaggio ed enumerandone i vizi.
[142]. Nella Raccolta di Novellieri della Collezione dei Classici italiani, vol. II, pag. 29, è narrata, in una novella d'anonimo, una burla simile fatta a Bianco Alfani a cui è fatto credere che è stato eletto Podestà di Norcia; egli spende quanto possiede per il necessario arredamento, ma poi ritorna al suo paese beffato e impoverito.
[143]. È un opuscoletto di poche pagine, che porta la segnatura 48, 4, del sec. XV, e nella prima pagina si legge: Dialogo de dui Villani | che se scontrano, et uno dimanda | a l'altro ciò che ha visto a Venetia, et li narra il tutto, cosa piace | vole, da ridere. Per Rocho de gli Arimenesi | Paduano Poeta Laureato sul Monte de Venda di Caroli | e Panocchie Laureato e Poetato de man | de la signora Mathia Cartolora | ditta refugio de' Matti || Con una novella de uno Villano che credea essere inspiritato, et venne per rimedio alla speciaria della Borsa. In fine: In Venetia, per Francesco de Tomaso di Salò e compagni in Frezaria al segno de la Fede. Il nome di questo stampatore non si trova in alcuno degli elenchi dei primi editori di Venezia.
[144]. Confronta il ritratto del villano nel Vilain mire e nel Fabliau d'Aloul.
[145]. Allo speziale accade quello che toccò pure ad un prete, come si racconta nella seguente novella: «Novella de uno prete il qual per voler far le corna a un contadino si ritrovò in la m... lui e il chierico: cosa piacevole da ridere di Eustachio Celebrino da Udine. Venetia, 1535». È ricordata dal Passano, dal Brunet e nella Bibliographie des ouvrages relatifs à l'amour; noi non abbiamo potuto averla sott'occhio.
[146]. P. A. Tosi, Maccheronee di cinque Poeti italiani del sec. XV, Milano, Daelli, 1864.
[147]. Duecentonovelle, parte II, nov. LXIV.