[172]. La Piazza universale, ecc., discorso CXIIII, pag. 344. Vedi anche G. Rosa, La Valle Camonica nella Storia, Breno, Venturini, 1881, pag. 73 e 114, e Rua, Intorno alle Piacevoli Notti dello Straparola, in Giorn. Stor., XVI, pag. 245.
[173]. I facchini servivano di spasso alla popolazione cittadina nel carnovale, come gli Ebrei a Roma nel sec. XVII.
[174]. Biondelli, Op. cit., pag. 182 e seg.; De Castro, La Storia nella Poesia popolare milanese, Milano, Brigola, 1879, pag. 110. Sulla presenza nel carnevale milanese di Mascherate facchinesche, vedi Ambrogio da Milano (C. Cantù), I Carnevali milanesi nel Mondo Illustrato, febbraio 1847, pag. 119, e I. Cantù, Il Carnevale italiano, Milano, Vallardi, pag. 98.
[175]. Stoppato, Op. cit., pag. 113 e seg.
[176]. V. Imbriani, Dante e il Delli Fabrizi, loc. cit.
[177]. Abbiamo qui un'altra conferma dell'uso comunissimo in quel tempo della parola «facchino» per bergamasco, usata, come avverte l'Imbriani, anche dall'Ariosto (Sat., VI, 115). Altre testimonianze di questo uso porta il Rossi nel noto studio sull'Odasi (Giornale Stor. della Lett. It., XI).
[178]. Le Tredici Piacevolissime Notti, Venezia, Zanetti, 1604, pag. 236.
[179]. Zerbini, Note storiche sul Dialetto Bergamasco, Bergamo, Gaffuri, 1886, pag. 38.
[180]. Anche nelle Rime di Magagnò, ecc. (pag. 58) si legge una traduzione in lingua rustica padovana del primo canto dell'Orlando.
[181]. La corrente satirica contro i Bergamaschi aveva annesso un significato dispregiativo anche al nome del grande capitano; vedi il Passerini, Op. cit., pag. 92, nº 191.