[194]. Riccoboni, Histoire du Théâtre italien, Paris, 1730, t. I, cap. II.

[195]. Ediz. dei Classici italiani, Milano, 1804, pag. 124. L'Agresti, Studii sulla Commedia italiana del sec. XVI, Napoli, 1871, pag. 146, dice: «In Firenze era un ridotto, detto il Zanni (!!), alle cui laidezze abbominevoli correvano in folla, anche i giovani bennati, struggendosi di piacere per quelle sconcezze, ed applaudendole molto più delle commedie de' letterati». Povero Zanni, confuso con un teatro! Carlo Dati nella lettera al Menagio, dice: «E perchè questa parte del Zanni è tra' Comici forse la principale, i medesimi quasi da essa prendono il nome, dicendosi andare a gli Zanni, e alle Commedie degli Zanni, cioè dei Commedianti».

[196]. In una nota del Minucci al Malmantile racquistato del Lippi, Milano, 1807, Canto II, ottava XLVI, è detto: «Zanni, dal nome Giovanni, che propriamente significa servo ridicolo Bergamasco...».

[197]. D'Ancona, Origini del Teatro it., Torino, Loescher, 1891, 1, 602, nota 4.

[198]. F. Valentini, Trattato su la Commedia dell'arte ossia improvvisa. Maschere italiane ed alcune scene del Carnovale di Roma, Berlino, 1826.

[199]. V. Caravelle, Chiacchere critiche, Firenze, Loescher, 1889, pag. 36 e sg.

[200]. E. Masi, Sulla Storia del Teatro it. nel sec. XVIII, Firenze, Sansoni, 1891, pag. 227.

[201]. Il Cian, nel commento già ricordato al Cortegiano (lib. II, cap. XXVIII, pag. 159), ricorda un passo del Nifo, De Re Aulica, nel quale si accenna all'analogia della satira contro i Bergamaschi e i Cavensi, introdotti sulla scena come tipi ridicoli e burleschi: «... quales apud nos sunt qui Cavenses imitantur, et apud Venetos Bergomates».

[202]. Op. cit., parte II, cap. I.

[203]. Sulla tanto dibattuta questione dell'origine del nome di Arlecchino vedansi gli studi del D'Ancona, Varietà storiche e lett., Milano, Treves, 1885, parte II, pag. 290, e di G. Raynaud, La Mesnie Hellequin negli Études Romanes, Paris, Bouillon, 1891, pag. 64.