E in far belle cascate parimente

Porge diletto assai alle persone;

Ma se ben in tal'arte egli è eccellente,

D'un pelo non gli cede Giovannone,

Che col rozzo idioma fa d'intorno

Muover gran risa, e rende un spasso adorno.

[190]. Giorn. Stor., IX, pag. 285.

[191]. Storia della Lett. It., vol. II, parte II, pag. 306.

[192]. Opere edite ed inedite del Marchese Cesare Lucchesini, Lucca, 1832, t. II, pag. 128.

[193]. Il dialetto bergamasco, colle sue forti aspirazioni, doveva certo fornire oggetto di satira, e basterà che ricordiamo le dispute che nella tradizione popolare si narrano come avvenute tra i Bergamaschi e i Fiorentini sulla priorità della loro lingua (Straparola, notte VII, 2, e notte IX, 5.).