Fygiol che ge nasse dentro al sieue,

Ge faom le spese e se i tegnom in cha,

No saom si gie nuostri o pur del preue.

[279]. Il testo: gli lo a calata. Calarla a uno = accoccargliela (Politi, Op. cit.).

[280]. sornacare = ronfare (Politi, Op. cit.).

[281]. L'Odasi dice a proposito delle cento saette che stavano nella faretra di Guiotto:

Tu bombardellas poteris pensare ruentes.

[282]. È la solita accusa che abbiamo visto lanciata contro i villani.

[283]. Pico Luri di Vassano (Ludovico Passerini), Modi di dire proverbiali e motti popolari italiani spiegati e commentati, Roma, 1875, pag. 480, nº 1013, nota: «Mona Onesta da Campi.... rammentata dal Caro, dal Cocchi, dal Varchi... celebrità femminile nel regno dell'Ipocrisia». Monna Onesta è nella nota novella Belfagor del Machiavelli, ripetuta dal La Fontaine, la moglie del diavolo mandato da Lucifero sulla terra a provare le dolcezze della vita coniugale; Belfagor dopo poco tempo preferisce ritornare nell'inferno. Madonna Onesta è ricordata anche nella Ruffiana, Comedia di M. Hippolito Salviano, in Vinegia, presso D. Cavalcalupo, 1584, atto I, scena I; la cortigiana Cipria dice alla Madre: «Qui in Roma hauete uoluto fare Madonna honesta che facea d'una ciliegia due bocconi...». È ricordato questo motto proverbiale anche nella Raccolta di Proverbi del Pescetti, pag. 241, e nel Piacevolissimo Fuggilozio di T. Costo, Venetia, 1655, lib. III, pag. 67.

[284]. G. Mazzatinti, Inventari dei Manoscritti delle Biblioteche d'Italia, vol. III, pag. 179; Novati, Carmina m. e., pag. 30.