Quod si potueritis vita privaretis;

e dimostra ai rustici che i chierici, nello spogliarli, sono mossi unicamente dal desiderio di toglier loro le occasioni al peccato. In fine: Disputatio rusticorum et clericorum explicit feliciter. Questo Contrasto, oltrechè per la sua rarità e per la satira contro i villani che vi predomina, ci pare assai importante perchè vi si scorge con molta evidenza la forma drammatica, quantunque imperfetta[54], a cui andava accostandosi questo genere di componimenti, come la nota «Contenzione di Monna Costanza e di Biagio contadino» di Bernardo Giambullari; esso si accosta alla Farsa, anche per la forma burlesca con cui è dettata la risposta del Giudice. Vedremo poi, studiando il tipo del villano nella novella, come gli ecclesiastici continuino nella tradizione popolare ad essere considerati come i più fieri nemici del villano. Molto probabilmente, anche la poesia satirica De Natura rusticorum pubblicata dal Novati è opera di un ecclesiastico, perchè tra le molte accuse che sono scagliate contro i villani[55], si insiste particolarmente sulla loro empietà e ostinazione nel peccato. Una prova evidente della grande diffusione della satira contro il villano e del favore con cui era accolta non solo dalla plebe cittadina per le cause a cui abbiamo accennato, ma anche dalle altre classi, si ha oltrechè nei Contrasti, in quelle «Riviste satiriche delle varie condizioni sociali», che incontriamo tanto frequentemente nel medio-evo[56], e nelle quali la più maltrattata è sempre la classe dei villani. Nella nota raccolta di poesie medioevali di Edélestand du Méril, in una di queste satire sulle diverse professioni, l'anonimo autore lamenta la generale depravazione dei costumi, e, parlando dei villani, rimprovera loro di essere orgogliosi:

Rusticos etiam quamvis sint humiles,

dico cupidinis esse culpabiles

quoniam inter se concupiscentiam

et incredibilem habent jactantiam[57].

e in un'altra composizione del medesimo genere, è detto dei villani:

païzant de village scevent plus de renart

que nulle gent qui vivent, trop sont de male part

vilain seront preudomme quant chien venderont lart[58];