Insomma nel paese de' villani

Vomitato per tutto apertamente

Della coda fu visto, e delle mani

Tutto il velen del rustico serpente.

e il Missionario assolve e benedice tutti, e parte poi alla volta della montagna per proseguire l'opera sua redentrice; e arrivato tra i pastori, li saluta con queste poco lusinghiere parole:

XXXVIII. O Tartari nostrali imbastarditi,

Furbi di sette cotte, e gente alpina,

Zingari di montagna, e degli Sciti

Razza peggior assai, ladra, assassina...[73]

e rimprovera loro di esercitar la prodezza soltanto nelle aggressioni e nella rapina.