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Al grano ed alla paglia del credulo padrone
Non abbian le tue donne soverchia divozione
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ma basteranno queste concordanze tra i due componimenti, per dimostrare che «le patrie cronache della Romagna altera» da cui il Placucci dice di aver tratto il burlesco testamento del villano si identificano coll'operetta del Moneti, e che questa deve aver avuto una grande diffusione. Abbiamo detto che le invettive sono poste in bocca allo stesso villano; crediamo opportuno di riferirne qui i passi più caratteristici:
LXXIII. Quel comun detto: chi la fa l'aspetti,
È un mal che infetta tutti noi villani
Che nel farsi, e rifarsi onte, e dispetti
Meniamo ora la lingua, ora le mani,
Per tristo genio par che a noi diletti